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Lo scorso 20 settembre La Stampa pubblica un articolo a firma Ilario Lombardo molto interessante. Racconta i contatti tra Davide Casaleggio e Massimo D’Alema. Un “patto dei soldi” che D’Alema sigla col Sistema Casaleggio che culmina nella nomina del ministro della Salute Speranza. L’Erede, ancora una volta, marca la differenza col padre nella gestione del partito e delle relazioni mettendo al primo posto il (proprio) business.

Parlo di “patto dei soldi”, tra virgolette, non perché ci sia stato un passaggio di denaro tra i due. Tutto, però, ruota intorno a Consulcesi, azienda con interessi molto diverso. Il presidente Massimo Tortorella è in ottimi rapporti sia con D’Alema che con Casaleggio. Di quest’ultimo è anche sponsor. Attenzione, non un finanziatore dell’Associazione Rousseau, ma sponsor di Casaleggio Associati, l’azienda di famiglia di Davide.

Se il governo con la Lega era stato costruito da Gianroberto Casaleggio con anni di ammiccamenti propagandistici, quello di Davide col PD si sta edificando su ben più solide fondamenta: soldi, relazioni, traffico d’influenze che prima o poi qualcuno dovrà verificare se siano lecite o meno. La nuova passa dai soldi, dal business. Le relazioni sono costruite in funzione di quello, la politica cementa i rapporti e porta nuovi contatti.

L’intermediario

Del resto chi ha già letto “Il sistema Casaleggio” che ho scritto insieme a Nicola Biondo, Consulcesi la conosceva già.

Ho descritto il giocattolo di Casaleggio ancora una volta solo pochi giorni fa. Spiegavo che un imprenditore che volesse intrattenere rapporti con la politica, in particolare col Movimento 5 Stelle, non avrebbe bisogno di fare donazioni al partito, che per statuto le rifiuta. Non avrebbe neppure bisogno di farne all’Associazione Rousseau, che poi l’ammontare deve fastidiosamente diventare pubblico. Potrebbe, però, sponsorizzare Casaleggio Associati, proprio come fa Consulcesi Tech.

Se pensassimo male, ma com’è noto noi non lo facciamo, e la ricostruzione di Lombardo fosse confermata potrebbe essere sintetizzata così: un imprenditore con interessi nel settore della sanità e delle tecnologie blockchain si adopera per mettere in contatto i suoi amici politici per nominare insieme il ministro del suo settore d’interesse, la Salute. I due rispondono solleciti al suggerimento del comune amico. Chissà se questa sollecitudine dipende dal fatto che uno ha ricevuto inviti a convegni, presentazioni, docenze all’università in cui è direttore dell’Osservatorio Blockchain Massimo Tortorella- la Link, l’altro sponsorizzazioni per i rapporti prodotti dall’azienda che ha fondato il partito di governo dall’azienda di cui Tortorella è CEO. Forse questo è davvero il primo “patto dei soldi” del Sistema Casaleggio.

Qualcuno sa dirmi se questa situazione si possa paragonare alla vicenda della fondazione Open?

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