Dall’attivismo ai fan da sottopalco: via chi “non se la beve”

Alessandro Di Battista (foto da IlGiornale.it)

Ápoti è un termine coniato da Giuseppe Prezzolini quasi un secolo fa per definire “coloro che non se la bevono”: appare per la prima volta in una lettera di critica alla politica del tempo, pubblicata sulla rivista “La Rivoluzione liberale” e, nel corso del secolo scorso, fu poi ripreso anche da Leo Longanesi e Indro Montanelli.

Anche Gianroberto Casaleggio amava definirsi un ápota e il suo MoVimento avrebbe dovuto essere la declinazione politica di quella Società degli Ápoti auspicata da Prezzolini.

Qual è lo stato dell’arte? Drammatico.

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Ho letto di recente una recensione a Supernova — Com’è stato ucciso il MoVimento 5 Stelle — disponibile su Amazon, Google Play, iBooks, IBS, e Kobo — scritta da un attivista, Marco Valerio Principato, che anzitutto ringrazio per aver avuto la curiosità di leggere il nostro lavoro.

La recensione la trovate qui e non è positiva, dunque è ancora più interessante da leggere tanto più che, a parte uno schizzetto di fango iniziale, non è gravida di insulti e ingiurie ma ricca di commenti su quanto raccontiamo.

Il profilo del supporter del MoVimento di oggi che ne esce è quello di una persona disposta a sopportare le balle della propaganda del MoVimento riconoscendole come tali e considerandole, in alcuni casi, necessarie.

Il MoVimento che diventa partito è un fatto “naturale”, anzi doveroso per competere con gli altri, “cialtroni e sciacalli”. E allora perché i vertici non lo dichiarano apertamente?

Che Grillo sia solo un megafono è “ovvio”. Eppure dell’esistenza di Gianroberto Casaleggio quale cofondatore ed estensore delle regole del M5S si è saputo solo nel 2012, tre anni dopo la nascita del partito e cinque dopo il V-Day di Bologna, con una lettera alla stampa “morta” (il Corriere della Sera).

Perfino le trame romane contro Grillo non sorprendono Principato: “inizia ad avere una certa età”.

Nella recensione, l’attivista giustifica ogni cosa ma nulla dice riguardo al come ci si è arrivati, che in realtà è il cuore di Supernova.

Sono tutte opinioni legittime ma desolanti, soprattutto alla luce di quanto aveva immaginato Gianroberto. Il MoVimento doveva essere il braccio istituzionale dei MeetUp, che avrebbero “controllato” gli eletti e i loro comportamenti. Purtroppo, pare che la costante e paziente selezione degli attivisti da parte dei vertici — più o meno ufficiali — del M5S abbia allontanato quelli più critici, additati spesso come traditori e opportunisti, e premiato i fan da sottopalco, mobilitati all’occorrenza, come in questi giorni.


Io e Nicola Biondo abbiamo scritto come nasce, cresce e muta il MoVimento 5 Stelle in Supernova — Com’è stato ucciso il MoVimento 5 Stelle. Eravamo stretti collaboratori di Gianroberto Casaleggio; eravamo, dal 2007 al 2014, lì dove le cose succedevano: nello studio di Milano, dove il M5S è nato, e nell’ufficio Comunicazione della Camera. In questo libro raccontiamo la storia di come il sogno di Gianroberto Casaleggio sia diventato un pericoloso inganno.

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