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Esattamente un anno fa, l’attuale presidente del Parlamento Europeo David Sassoli (PD) annunciava un’istruttoria per indagare Casaleggio Associati.

Era successo che la deputata M5s Daniela Aiuto si era dimessa dal partito denunciando ingerenze nella sua vita pubblica e privata dell’azienda. Sassoli, all’epoca vice presidente ottenne dall’Ufficio di Presidenza che si avviasse un’istruttoria per indagare. Daniela Aiuto è stata sentita lo scorso dicembre, convocata dall’allora Presidente Tajani. L’ufficio ha concluso che non c’è stata ingerenza.

Noi avevamo sentito telefonicamente Sassoli per intervistarlo per il nostro libro “Il Sistema Casaleggio” che aveva espresso preoccupazioni molto circostanziate.

I partiti usano le fondazioni, ce ne sono decine tutte chiaramente riconoscibili. Casaleggio Associati (e Rousseau) non si capisce come operino. O almeno, ci spiega il Presidente Sassoli, nessuno al Parlamento Europeo ha capito come “funzioni” il M5s (questo presto cambierà, stay tuned).

Quando sollevò la questione in ufficio di Presidenza, tutti capirono che ci fosse un problema da mettere a fuoco, così all’unanimità fu dato il via libera all’istruttoria.

Più in generale, rifletteva con noi Sassoli, qualora ci fossero effettive ingerenze sul lavoro dei parlamentari non esisterebbero strumenti giuridici per individuare o punire questi comportamenti. Di solito il Parlamentare, quando fa interessi privati di qualcuno, è consenziente. È il primo caso di possibile coercizione, un fatto grave che non si sa come affrontare.

Sarebbe interessante consultare i verbali di quelle audizioni per capire in base a cosa si è stabilito che non ci fu ingerenza.

 

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