Il sociologo De Masi: vita, amplessi e miracoli

Il sociologo De Masi era ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo lo scorso sabato 14 settembre 2019, dove ha rimediato una figura di sterco di rara intensità. Ne parliamo fra un attimo: prima giova ricordare la sua storia d’amore e di soldi con il Movimento di Casaleggio.

La love story M5s-sociologo De Masi

De Masi si autodefinisce “intellettuale di sinistra” ed è tra coloro che hanno attivamente contribuito alla piovra casaleggiana di mangiarsi le istituzioni.

Non bastano gli spettacoli gratuiti di Grillo, i proclami vagamente fascisti di Casaleggio (padre) o i soldi che riceve dagli sponsor pubblici Casaleggio figlio. Per conquistare stabilmente il potere di un Paese del G7 serve una rete di consenso istituzionale. Professori, giornalisti, storici e pure sociologi, se serve.

Nel caso del Movimento di Casaleggio, la maggior parte di questi hanno concesso il proprio favore in cambio di lauti compensi.

La prostituzione cerebrale del Prof. De Masi ci è costata 183.000 euro, questo il prezzo di due “studi” commissionati la scorsa legislatura dal gruppo parlamentare M5s. Dai risultati molto interessanti peraltro: nel 2025 lavoreremo gratis. A parte De Masi, ovvio, che da quei 3-4 mesi a 183.000 euro di soldi nostri per lui e i suoi collaboratori ci ha tirato fuori pure un libro che non è stato, ahimè, distribuito gratuitamente.

Nel 2016 è arrivato l’invito sul palco di SUM, la messa laica in cui si bacia la pantofola del padrone, Davide Casaleggio, nel nome del padre. Memorabile, prima di quell’evento, l’intervista di Casaleggio a Otto e Mezzo. A fare da feroce contraltare con domande ficcanti e un duro confronto delle idee chi c’era? Ma il sociologo De Masi ovviamente!

L’amplesso

Esilarante la performance del nostro a Otto e Mezzo lo scorso sabato.

Pur di difendere i suoi pupilli, ha fatto – diciamo così – confusione con le date di alcuni eventi, come l’incontro di Di Maio con l’esponente antisemita dei Gilet Gialli, pochi mesi fa, che il De Masi faceva risalire a quasi un anno prima.

Colto in fallo, ha dribblato le osservazioni di Jacopo Iacoboni e Annalisa Cuzzocrea con un repentino “e allora il PD?”.

Il meglio però l’ha dato quando ha raccontato delle sue accuratissime verifiche sulla piattaforma Rousseau.

Ora, seriamente: io non so se mentisse o sia stato raggirato dai casaleggesi, ma De Masi ha raccontato, rimanendo serio, di essere stato due giorni negli uffici di Rousseau con i tecnici. Si è fatto spiegare il funzionamento della piattaforma e, indovinate un po’? Ha concluso, dall’alto delle sue note competenze informatiche che il voto non si può manipolare. Se lo dice il sociologo De Masi, così gratuitamente imparziale, c’è da crederci.

Vano il tentativo da parte di Iacoboni e Cuzzocrea di spiegare che il problema non è (solo) la manipolazione del voto ma le centinaia e centinaia di altre possibili vulnerabilità del sistema, dell’incapacità manifesta di Casaleggio nella sua gestione, nelle implicazioni insite nel forzare la Costituzione con un sistema di voto privato.

Ma bisogna dire una cosa, che per fortuna ci racconta sempre il sociologo De Masi: pensate che i tecnici di Rousseau gli hanno confidato che i giornalisti mai hanno chiesto di poter vedere la piattaforma come ha fatto lui!

Ora noi possiamo, come ho fatto, riderci sopra. Ma questo sia da esempio dei metodi utilizzati dal Sistema Casaleggio per comprarsi consenso, magari da persone facili da raggirare con buzzword come “blockchain” e “database” non più molto svelte a comprendere di essere vittima di un raggiro.