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Il 31 agosto 2019, prima del voto sul governo M5s-PD, Casaleggio pubblica sul sito dell’Associazione Rousseau – il Blog delle Stelle – quelle che chiama 10 “fake news” da sfatare sulla sua piattaforma. In questo articolo analizziamo i primi due punti che riguardano la proprietà di Rousseau e la sua sicurezza.

Sono, in tutto o in parte, balle. Vale la pena preparare una serie di articoli che torneranno certamente utili al prossimo voto.

La proprietà

Scrive Casaleggio: “La piattaforma Rousseau è gestita da un’azienda privata, la Casaleggio Associati Srl. FAKE NEWS”.

Sì, la piattaforma Rousseau è gestita da un soggetto privato. Prima era Casaleggio Associati, dal 2016 è l’Associazione Rousseau. L’Associazione è stata fondata, in circostanze singolari, da Gianroberto e Davide Casaleggio. Il primo sarebbe morto quattro giorni dopo. I due sono anche i fondatori di Casaleggio Associati. Rousseau viene fondata come spin-off di Casaleggio Associati, per salvare l’azienda dagli elevati costi del progetto. Ai fini fiscali, Rousseau è considerata un ente commerciale che vende i suoi servizi ai parlamentari del Movimento 5 Stelle, grazie allo Statuto del partito scritto da Luca Lanzalone.

Davide Casaleggio assomma tutte le cariche sociali di Rousseau e la gestisce come se fosse la tesoreria del partito. Rousseau è in realtà, come spiegato, uno spin-off di Casaleggio Associati tramite il quale Casaleggio si fa finanziare il suo progetto con soldi di provenienza pubblica.

La sicurezza

Al punto due di quel divertente articolo, si legge: “Il voto per il Progetto di Governo non è sicuro. La piattaforma su cui si voterà è stata multata dal Garante della privacy . FAKE NEWS”

Sulla sicurezza ci sarebbe davvero molto da dire. Bisogna partire dall’assunto che il sistema informatico sicuro non esiste.

Per quanto riguarda l’infrastruttura, ci sono stati dei miglioramenti, avendo Casaleggio deciso di affidarsi a un’azienda specializzata. Sul codice invece non sappiamo nulla. Zero.

Casaleggio non ha mai rilasciato i sorgenti, quindi non sappiamo come siano calcolate le preferenze, se ci siano errori, se siano tracciati e profilati gli utenti. Sicuramente il voto, in queste condizioni, è ancora da considerarsi manipolabile.

Si dice pure che questa piattaforma è diversa rispetto a quella multata dal Garante della Privacy, ma non c’è modo, per ora, di tenere tracciati gli aggiornamenti. Anche quelli annunciati, però, non sono sufficienti per considerare affidabile il sistema. Il Garante ha già sottolineato come siano irrilevanti rispetto ai limiti tecnici e manageriali scoperti durante le loro ispezioni. Lo hanno detto esplicitamente in un comunicato il 5 aprile 2019.

Va inoltre ricordato che Rousseau e Casaleggio non hanno impugnato l’esito dell’istruttoria che ha portato alle multe: erano state violate regole, prassi, leggi.

Su proprietà e sicurezza di Rousseau, a mio avviso, si dovrebbero fare molti più approfondimenti con strumenti più simili a quelli delle procure che a quelli dei giornalisti.

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